LA TRAMA

TRAMA

Il talentuoso gallo Jack Rooster per miracolo sfugge ai briganti e trova riparo in una fattoria.
Grazie alle sue abilità canore diventa ben presto una star, facendo però ombra a Polla, la tacchina. In particolare Futura (la gatta) e Gaia (la cagnolina) sono coinvolte dal rock and roll travolgente del gallo.
Gotto, un maiale ambizioso e infido, propone a Polla di rinnovare il suo look, creando un personaggio adeguato ai tempi: nasce così una nuova stella, Letta Kuprini, che oscurerà Jack Rooster con la musica trap. Grazie allo strepitoso successo ottenuto dalla tacchina, il maiale si candida come leader della comunità: le sue proposte, fondate sul principio che “ognuno ha il diritto di consumare tutto quello che vuole”, scatenano facilmente l’entusiasmo delle pecore che sono tante.
Hope, l’asino saggio e onesto che aveva fino ad allora guidato la vita degli animali nella fattoria, viene messo in minoranza ed è costretto a lasciare la fattoria insieme ai suoi amici.
Rooster, Futura, Gaia ed Hope decidono di partire alla volta di Brema per partecipare ad un importante festival canoro, ma sulla via giungono ad un mulino abbandonato dove i briganti hanno stabilito la loro base e qui… (continua)

PER CHI

Musicanti di Brema è un rock musical ispirato alla favola dei Fratelli Grimm consigliato a partire dai 9 anni, ma bambini di età inferiore accompagnati dai genitori possono essere aiutati a cogliere l’importante sottotesto di questo lavoro.

DA CHI

C’è una musa che ha ispirato questo lavoro. Le parole della ragazzina che, in Polonia al Cop 24, ha affrontato i potenti della pianeta non hanno lasciato indifferente Mario Restagno, autore del testo. Quando lo staff di Accademia dello Spettacolo nella primavera 2019 ha proposto di lavorare sulla favola dei Fratelli Grimm, sui social era ancora vivo l’eco dell’intervento di Greta Thunberg. Chi l’osannava, chi la criticava, ma il nostro autore si è interessato principalmente al suo messaggio. Così ha cominciato ad immaginare una fattoria che sceglie di vivere per consumare e i quattro musicanti che vengono scacciati. Quattro animali come i quattro elementi… insomma, via via la storia ha preso un senso che uno spettatore intelligente saprà individuare.

IL MESSAGGIO

Musicanti di Brema è una parabola dell’attuale situazione mondiale che vede il pianeta Terra sopportare un carico di inquinamento non più sostenibile provocato dai comportamenti irresponsabili di noi umani.
Per soddisfare il proprio ego Polla (la tacchina) e Gotto (il maiale) portano la fattoria alla rovina: la prima è egocentrica, vuole essere ammirata e apprezzata, il secondo punta al potere e per ottenerlo è pronto ad avvallare qualsiasi scelta pur di ottenere il favore delle Pecore.
I Briganti sono gli unici umani che appaiono in scena: sono attori italiani emigrati in Germania in cerca di fortuna. Il loro capo sogna di fondare una compagnia teatrale e portare l’amore nel mondo, ma nel frattempo, per finanziare il suo progetto, uccide e deruba i viandanti.
Tacchina, Maiale e Briganti portano in scena alcuni dei peggiori comportamenti che contribuiscono a rendere il nostro pianeta non sostenibile, comportamenti che, prima ancora di essere norme di utilizzo dei beni naturali, sono il senso dello stare al mondo e stabilire relazioni.

C’è, dunque, un modo sostenibile di vivere le relazioni e c’è un modo sostenibile di usare i beni della Terra.
Sono due aspetti che si tengono per mano: chi rispetta il pianeta rispetta anche i suoi abitanti a cominciare da quelli che gli vivono accanto.
A volte siamo pronti a fare una crociata per la foresta amazzonica e poi lasciamo l’immondizia in un prato delle nostre montagne quando nessuno ci vede.
Vogliamo un pianeta migliore, ma quanto siamo disposti a rinunciare alle comodità?
Così si esprime Hope alla fine dello spettacolo:

“Io non conosco ricette segrete
formule arcane di qualche entità:
nulla si crea e nulla si distrugge
ma si trasforma e ritornerà!
Ho conosciuto il tempo che serve
a un cuore ferito che perdonerà.
Non resta più tempo al nostro pianeta
e non c’è più scusa che ci salverà”